Guardiamoci negli occhi

di Stefania Maroni
Lo sguardo ha straordinarie capacità di comunicazione. Ma a farne le spese sono le palpebre, sottoposte a stressanti contrazioni che lasciano il segno. Dal filler al plexer: come combatterle.

occhi2Ridono, piangono, ammiccano, s’illuminano di gioia, lanciano sguardi tempestosi o d’intesa. Non a caso, gli occhi vengono definiti lo specchio dell’anima e, si potrebbe aggiungere, anche spie dell’età. Proprio la loro straordinaria espressività, infatti, mette a dura prova la pelle delle palpebre che, come se non bastasse, è anche più sottile e delicata rispetto a quella del resto del viso, quindi più vulnerabile. Questo non significa che il contorno occhi sia destinato all’invecchiamento precoce o a rivelare i nostri anni.

CREME SPECIFICHE, MA NON SOLO
Oggi la cosmetica dispone di principi attivi in grado non solo di prevenire i segni del tempo, ma anche di attenuarli notevolmente (nella gallery trovate una selezione delle ultime novità). Ma attorno ai 45 anni, i cosmetici non bastano più. Per arginare rughe e cedimenti, occorrono metodi più incisivi, come quelli offerti dalla medicina estetica, che diventano sempre più efficaci.

BOTULINO A DOPPIA AZIONE
Da uno studio pubblicato sulla prestigiosa rivista medica Jama facial plastic surgery , il botox non solo riduce la motilità dei muscoli, iniettato in superficie, ma stimola anche la produzione di fibre elastiche. Si ottengono così due effetti: le rughe attorno agli occhi, strettamente legate alla mimica facciale, si attenuano notevolmente e, al tempo stesso la pelle acquista più tono e appare più compatta.

FILLER PER RIPRISTINARE I VOLUMI
Con il passare degli anni, il solco lacrimale si approfondisce, mentre il sottile pannicolo di grasso sulle tempie scivola verso il basso, lasciandole incavate. Risultato: gli occhi tendono a infossarsi e lo sguardo perde vivacità. La soluzione al problema è semplice. «Basta sollevare le zone interessate iniettando due diversi tipi di filler», sostiene Angelo De Nale, medico estetico e angiologo. «Per correggere il solco lacrimale, minimizzando anche le occhiaie, si utilizza un prodotto a base di idrossiapatite di calcio. Per riempire le tempie, invece, funzionano molto bene i filler all’acido ialuronico a lunga durata».

LIFTING SENZA BISTURI
Non è una novità assoluta, ma vale la pena segnarlo perché il plexer (qui tutte le informazioni) è l’unica alternativa alla blefaroplastica tradizionale in caso di moderato cedimento delle palpebre. «Si tratta di un apparecchio che utilizza elettroni a potenze ridotte, ma capaci di generare un incremento termico nei tessuti cutanei, determinandone la retrazione», spiega Angelo De Nale. «L’effetto lifting è visibile dopo 10 giorni circa, quando cadono spontaneamente le crosticine che si formano dopo il trattamento».

 

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Publicato in: Trattamenti, Viso Argomenti: , , , , , , , , , , , , , , Data: 23-04-2016 10:00 AM


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