Anniversari

Francesco, 12 mesi di rivoluzione

In un anno di pontificato Bergoglio ha messo le basi per cambiare volto alla Chiesa. Non più centro di potere autoreferenziale, ma povera al servizio dei poveri.
Papa Francesco

Papa Francesco festeggia il suo primo anno di pontificato

Sono passati 12 mesi da quando il papa che viene dalla fine del mondo è salito al soglio di Pietro. Dodici mesi di lavoro per cambiare volto alla Chiesa e tentare di riportarla al passato. «Dal momento che sono chiamato a vivere quanto chiedo agli altri, devo anche pensare a una conversione del papato». In questo passaggio del vero manifesto programmatico di papa Francesco, l’esortazione apostolica Evangelii gaudium dello scorso 24 novembre, nel parlare della sua Chiesa «in stato permanente di missione», della «conversione pastorale e missionaria, che non può lasciare le cose come stanno», della «salutare decentralizzazione» che deve interessare tutta la struttura ecclesiale, il pontefice mette in gioco prima di tutto il suo ruolo e la sua stessa persona.
IL CAMBIO DI PASSO
Il cambio di passo che il Papa chiede alla Chiesa, da lui chiamata a non essere più chiusa in sé stessa, ad aprirsi verso le periferie, ad abbandonare pesantezze e clericalismi per farsi «ospedale da campo» verso le ferite del mondo, lo fa da un anno prima di tutto lui stesso.
UNA CHIESA POVERA PER I POVERI
E questa conversione l’ha mostrata in ogni suo comportamento, in ogni parola, in ogni gesto, con una forza profetica di esempio e di trascinamento che a molti, pur tra le resistenze ancora esistenti in Vaticano, ha fatto gridare a una vera e propria “rivoluzione”. La sua è una Chiesa improntata alla misericordia e alla tenerezza, che affonda le radici negli anni trascorsi dallo stesso Bergoglio lungo le strade dissestate delle “villas miserias” della sua Buenos Aires, vero prete di strada (lui dice callejero) che vede la sua missione nella vicinanza ai più bisognosi ed emarginati.
È  da lì che nasce la sua idea di «Chiesa povera e per i poveri», la sua preferenza per una Chiesa «ferita e sporca per essere uscita per le strade», piuttosto che una Chiesa «preoccupata di essere il centro e che finisce rinchiusa in un groviglio di ossessioni e procedimenti». È da lì che nasce l’aver spogliato il pontificato da tutti i simboli di sfarzo e regalità, con un esempio che mette alle strette anche il resto dei cardinali e vescovi di Curia. È da lì che nasce il suo voler a tutti i costi stare vicino alla gente, sfidando anche le implicazioni della sicurezza.
UN CARISMA CHE PIACE A TUTTI
L’enorme popolarità catalizzata da Bergoglio fin dai suoi primi giorni da Papa, poi tradotta anche nelle copertine dei giornali di tutto il mondo fino al titolo di persona dell’anno  2013 di Time, resta la base da cui il Pontefice argentino trae la forza per imprimere la svolta anche alle ossificazioni della Curia.
LE RIFORME AVVIATE
E questa resta tuttora una delle sue sfide più grandi. La grande riforma è avviata. La ristrutturazione degli organismi economici – che tanti grattacapi e scandali hanno prodotto in passato – è in atto con la creazione, tra l’altro, del super-ministero delle Finanze, che sostanzialmente risponderà allo stesso Pontefice, tanto da avere come numero due il suo segretario personale don Alfred Xuereb. In vista c’è anche il riassetto dello Ior e dell’Apsa, poi anche accorpamenti e semplificazioni nei dicasteri vaticani. Ma Francesco vuole anche sradicare comportamenti e mentalità che negli ultimi decenni avevano portato il governo romano, in particolare nella stagione Vatileaks, ad una delle peggiori crisi della sua storia.
È una svolta che tutte le Chiese del mondo chiedono, che sta all’origine della stessa elezione di Bergoglio. Contro le lobby che ancora sono all’opera. La Curia non dovrà essere più una «centrale di potere» autoreferenziale, ma finalmente un’entità al servizio delle Chiese particolari. Ed è una sfida che il Pontefice non ha ancora vinto. Serve anche un cambio di mentalità: quella “conversione del cuore” che lui non si stanca di invocare e su cui dare l’esempio.

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